Vacanze Pasqua 2013: viaggi brevi e anticrisi

marzo 25, 2013

Praga

La crisi rosica pernottamenti e spese eppure gli italiani non vogliano rinunciare a viaggiare. Cambiano però le abitudini e i criteri di scelta, con una maggiore consapevolezza e la riscoperta delle mete più vicine a casa.

Roma il Colosseo

E’ questo il ritratto generale che emerge dai dati raccolti da Trivago.it. Secondo il motore di ricerca, il mercato domestico ha registrato un aumento del 9% rispetto al 2012 (il che significa che chi prima sceglieva l’estero adesso è più propenso a rimanere dentro i confini nazionali). La meta più ricercata per le vacanze pasquali, non solo tra gli italiani ma tra gli europei, è Roma, grazie alla recente elezione di Papa Francesco, che ha portato le ricerche verso Roma a un +34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Seconda nelle italiche preferenze l’intramontabile  Firenze, seguono Roma e, sorpresa!, Milano. La città meneghina si è ormai liberata dallo stereotipo che la legava indissolubilmente al turismo d’affari. Chi si reca all’estero sceglie Barcellona e Parigi , seguita da Londra, Amsterdam e Praga. La perla dell’Est Europa ha registrato una crescita del 12% nelle preferenze europee rispetto al 2012 e si conferma una delle mete più alla moda. In crescita anche Istanbul, anche a grazie a convenienti pacchetti. La permanenza media registrata da Trivago non va oltre due o tre notti. Chi può permettersi un viaggio a lungo raggio sceglie gli Stati Uniti, in particolare New York e Miaimi; subito dopo, resiste Dubai. In coda, ma in rialzo rispetto ai mesi passati, Sharm-el-Sheikh.

Sarà in generale una Pasqua all’insegna della sobrietà dei consumi, che ovviamente si riflette sul turismo. Il quadro generale purtroppo non è incoraggiante. Secondo le stime diffuse da Federalberghi sul turismo invernale (che arriva però fino a fine marzo), le località montane hanno registrato un calo dell’8,5% sul già difficile 2011. Le settimane bianche? Un ricordo: solo quest’anno, hanno registrato un calo del 12%. Persino i we sono calati, per la precisione del 4%. Sembra poco? Non proprio: tradotto in denaro significa che il turismo neve-montagna &affini quest’anno ha generato un giro d’affari pari a 4,66 miliardi di euro, contro 5, 35 miliardi di euro del 2012. Per Bernanò Bocca, presidente di Federalberghi, si tratta di un segnale evidente di come la situazione economica di ogni singolo nucleo familiare appaia caratterizzata da difficoltà diffuse che finiscono inevitabilmente per ridimensionare anche i consumi turistici”.

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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