Thailandia, la vita nel villaggio di Mae Kam Pong

novembre 19, 2014

Thailandia, la vita nel villaggio di Mae Kam Pong

Thailandia. Un giorno di pioggia nella foresta che ricopre le placide montagne che circondano Chiang Mai. Un pioggia che scorre leggera sulle grandi foglie dell’albero del pane e che dura giusto il tempo di una pausa durante un percorso di trekking. Ci siamo rifugiati sotto un maestoso albero e noto che il suo tronco è cinto da un pezzo di stoffa colorata.

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“Quest’albero è stato benedetto – spiega la guida – anzi, per essere più precisi, è stato ordinato, come se fosse un monaco buddista. In questo modo, nessuno oserà tagliarlo”. Non potevano pensare a un deterrente migliore contro l’economia del “taglia e brucia”. E il senso di protezione che trasmette assume una dimensione spirituale, dimensione che qui al villaggio di Mae Kam Pong si riscontra in ogni piccolo gesto e particolare della vita quotidiana.

 

thailandia mae kam pong 5Grazie al progetto homestay, ora questa quotidianità può essere vissuta anche dai viaggiatori occidentali. Certo, non è un’esperienza a cinque stelle: le splendide capanne in legno di tek a volte non hanno nemmeno i vetri alle finestre, che vengono chiuse direttamente con protezioni di legno tipo persiane.

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Il bagno si trova di solito all’esterno dell’abitazione (come accadeva in Italia tempo fa) l’acqua calda e la corrente elettrica non mancano di certo ma diciamo che non è il posto giusto per sognare una jacuzzi.

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La cucina è quella casalinga (niente spaghetti) e l’accoglienza è di tipo famigliare: vale a dire che si vive insieme alla pari, si dà una mano in casa e si condivide la vita del villaggio; un’esperienza che davvero vi farà tornare a casa arricchiti e più felici. Altro che jacuzzi! Per capire meglio di cosa parliamo, ecco la cronaca di una giornata al villaggio di Mae Kam Pong.

Mae Kam Pong, la vita in un villaggio thailandese

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La giornata inizia verso le sei e mezza-sette: colazione a base di caffè (coltivato nell’orto, torrefatto in loco e macinato in casa! una meraviglia) riso al vapore, uova al tegamino. Il riso avanzato viene sigillato in sacchettini con un’apposita macchinetta: una parte va in frigo, una parte scivola in un cestino insieme a succhi di frutta, gallette, frutta secca, dolci. E’ l’offerta di cibo per i monaci buddisti.

 

 

Il monaco ci riceve con gentilezza e impartisce a tutti una benedizione. Sarà un’impressione ma si esce dal tempio con la sensazione di poter compiere qualunque impresa! Passa lo scuolabus: è venuto a prendere i bambini per portarli alla scuola del villaggio vicino, dove passeranno buona parte della giornata a studiare e giocare.

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Le mamme si dividono tra i lavori domestici, i doveri nell’orto di casa e piccole attività artigianali che consentono di “arrotondare” le entrate.

chiang mai preparare i cuscini di tè

Un esempio? La creazione di cuscini di foglie di tè. Il tè è una delle coltivazioni più diffuse su queste montagne, ma soltanto i germogli più pregiati vengono destinati agli infusi. Le altre foglie vengono essiccate e destinati a usi diversi (si può persino creare un tessuto simile alla seta dal gambo del tè, anche se il procedimento è elaborato e il risultato costosissimo!). Questi semplici cuscini ornamentali invece sono semplici da preparare, basta un po’ di pazienza, pratica e… tanto tè! Secondo la tradizione locale, questi cuscini oltre a profumare gradevolmente hanno una funziona terapeutica: conciliano il sonno accelerano la guarigione in caso di malattia.

_MG_1332-32Gli abitanti di queste montagne hanno una suggestiva spiegazione per l’insorgere di malattie: sostengono che la malattia insorge “quando l’anima, spaventata per qualche ragione, fugge dal corpo. Un buon profumo è in grado di aiutare lo spirito a riappacificarsi con il corpo e a tornare”. A spiegarlo è la giovane figlia del capovillaggio: è a casa in visita alla famiglia, ma vive a Chiang Rai, dove segue un corso universitario che integra lo studio della Medicina Occidentale con quella Tradizionale Thailandese. Un buon modo per aprirsi ad altre culture senza dimenticare la propria.

Il rituale del cuscino di tè non è l’unica abitudine a rifarsi al legame anima-corpo. Eccone una per i viaggiatori: una volta tornati a casa, fare una composizione di fiori per celebrare il ritorno.

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Secondo la concezione thailandese, a volte il corpo ritorna ma l’anima continua a viaggiare per il mondo generando quel sottile senso d’inquietudine che ben conosciamo! Concentrarsi su un’attività così delicata e gradevole la convince a “rientrare”. Tanto ci sarà sempre l’occasione di un prossimo viaggio.

 

 

 

 

 

 

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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