Thailandia, Chiang Mai: templi e pellegrini

settembre 5, 2014

Thailandia, Chiang Mai: templi e pellegrini

Thailandia e Buddismo: un binomio inscindibile che a Chiang Mai trova particolare riscontro. La città riunisce centinaia di templi, una quarantina nel centro storico.

buddha doi suthep

Statua del Buddha nel tempio di Doi Suthep; il contesto richiama l’albero di Bodhi sotto cui il Buddha raggiunse l’illuminazione

La cultura buddista è parte integrante di ogni aspetto della vita quotidiana thailandese. Le pagode dei templi resistono tra i grattacieli e i mercati e i ritmi della metropoli non scalfiscono gli atteggiamenti pacati e cortesi degli abitanti. La dottrina più diffusa è quella del Buddismo Theravada, un tempo definito “Piccolo Veicolo” per distinguerla dal Mahayana (“Grande Veicolo”), e diffusa anche in Laos, Vietnam, Cambogia, Indonesia, Myanmar. 

Thailandia, Chiang Mai: il Wat Chedi Luang

Uno dei templi più belli di Chiang Mai è il Wat Chedi Luang, risalente al XIV secolo: uno splendido esempio dell’architettura di Lanna.

Il tempio è stato danneggiato da un terremoto nel XVII secolo e più tardi dai cannoni birmani, ma negli anni Novanta l’intervento dell’ UNESCO ha permesso a queste mura di ritrovare gli antichi splendori.

Buddha sdraiato thailandia

La posizione sdraiata del Buddha ricorda la pace dell’animo che conduce all’Illuminazione e rammenta che la morte è solo un passaggio tra una vita e un’altra.

Numerose le statue del Buddha, ritratto in meditazione o nella posizione sdraiata, simbolo della quiete spirituale che conduce all’Illuminazione. Ritorna più volte l’iconografia di un animale caro alla cultura thailandese: l’elefante.

Elefante, tempio buddista thailandia

L’Elefante, simbolo di forza ma anche rimando alla tradizione buddista

Incarna la forza e il coraggio, in quanto un tempo era utilizzato in guerra. Ma ricorda anche la leggenda della nascita del Buddha: la regina Maya, futura madre di Siddartha, sognò un elefante bianco con un fiore di loto bianco nella proboscide che si incarnava nel suo grembo.

serpente naga, thailandia

Gli astrologi lo interpretarono come una profezia, che si sarebbe compiuta anni dopo con la rinuncia di Siddartha alle ricchezze terrene e l’adozione di una vitaascetica. Ricorrono anche rappresentazioni di un serpente: è Mucalinda, re dei Naga, il demone-serpente benigno che riparò il Buddha da una terribile tempesta per consentirgli di preseguire indisturbato nella meditazione.

Thailandia, Chiang Mai: il Wat Phrathat Doi Suthep

“Doi” significa “montagna” e non a caso: il tempio di Doi Suthep sorge sulla cima di una collina da cui è possibile godere uno splendido panorama della città di Chiang Mai.

Wat Phrathat Doi SuthepLa sua posizione e lo splendore dei suoi edifici ne fanno una meta turistica oltre che religiosa quindi meglio approfittare delle prime ore del mattino per evitare di trovarlo troppo affollato. Al tempio si accede attraverso una spettacolare scalinata di oltre 300 scalini ma per garantirne l’accessibilità c’è anche una funicolare.

Thailandia albero sacro

Gli alberi cintati con stoffe colorate sono considerati venerabili e non possono essere né sfrontati né tantomeno tagliati!

La collina su cui sorge il tempio è un luogo mistico: i primi abitanti animisti della regione la consideravano dimora delle anime degli antenati. Con la diffusione del Buddismo, il luogo mantenne la sua sacralità.

La fondazione è legata a una leggenda:  alla fine del XIV secolo il monaco buddista Sumanathera ricevette in sogno la missione di ritrovare una preziosa reliquia. Il monaco ubbidì ed effettivamente ritrovò un “osso della spalla del Buddha”, dotato di poteri taumaturgici. Venuto a conoscenza del ritrovamento, il re di Lanna chiese al monaco di portare la reliquia a Chiang Mai e promise di costruire un tempio per custodire la preziosa scoperta. Ovviamente, tutti i quartieri di Chiang Mai e le località vicine reclamavano l’onore di ospitare un tempio così importante.

thailandia, l'elefante bianco

Sumanathera decise allora di legare la reliquia (o secondo altre versioni, solo un pezzo di essa) alle finiture di un elefante bianco che venne poi lasciato libero nella foresta: dove l’elefante si fosse fermato, lì avrebbero costruito il tempio. L’elefante vagò per giorni finché si arrampicò sulla sommità del Doi Suthep e lì morì. Una statua ricorda il suo sacrificio e l’immagine dell’elefante ricorre anche nei tempietti che rappresentano la divinità induista Ganesh, il dio dalla testa di Elefante.

thailandia, campane al tempio

File di campane si offrono alle mani dei devoti che le suonano in successione: il suono prodotto produce vibrazioni utili alla meditazione.  Il luogo è carico di un’atmosfera mistica, nonostante i troppi turisti che scattano fotografie (mi ci metto anch’io). Improvvisamente inizia a scendere una pioggia che diventa sempre più insistente. Il cortile interno è considerato sacro anche nelle sue parti esposte quindi la moltitudine di turisti senza scarpe corre a rifugiarsi sotto il porticato e io mi godo uno splendido giro attorno alle statue del Buddha protetta da kway e calzine ad asciugatura rapida mentre la maggior parte degli astanti (occidentali) mi guarda come se stessi facendo qualcosa di terribilmente pericoloso. :-)

 

campane buddisteAppena fuori dal tempio, venditori ambulanti offrono mais tostato, zuppe calde fatte al momento, frutta fresca a pezzettoni. Non mancano i negozietti di souvenirs, sufficientemente discreti, il posto ottimale se volete mettere in valigia un oggetto che vi ricordi la visita al tempio, magari una campanella di bronzo, un bracciale mala,  un “rosario buddista” o una campana tibetana: ha l’aspetto di una ciotola di metallo ma se la si fa vibrare con un percussore, produce suoni in grado di favorire la meditazione.

Se siete appassionati di shopping in viaggio non perdetevi il prossimo articolo sui mercati di Chiang Mai.

About 

Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

2 comments

  1. Comment by Claudia

    Claudia Reply settembre 5, 2014 at 6:22 pm

    Ehhhh, ma che belle foto Manu! Questo post me lo segno e me lo poterò con me in Thai :)

    • Comment by Manuela Cuadrado

      Manuela Cuadrado Reply settembre 6, 2014 at 4:11 pm

      Grazie Claudia! Sarà bello seguirti!

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