Thailandia, Chiang Mai e lo sviluppo sostenibile

ottobre 19, 2014

Thailandia: Chiang Mai, lo sviluppo sostenibile e il villaggio di Mae Kam Pong

Thailandia: Chiang Mai, la grande provincia del Nord, non è solo l’ antica capitale del Regno di Lanna. È anche la provincia Verde per eccellenza, dove predominano montagne e foreste. Negli ultimi tempi, questa zona è stata oggetto di una grande riscoperta turistica, sia internazionale che da parte degli stessi thailandesi. Merito di una natura rigogliosa e di paesaggi straordinari, ma anche di diversi progetti di sviluppo incentrati sul turismo sostenibile che permettono ai viaggiatori di godere dell’ospitalità locale e agli abitanti dei villaggi sparsi tra le montagne di avere una rendita dal turismo senza snaturare il proprio stile di vita. Quel si dice, una situazione win-win.

Thailandia, Travel Like a Local

Mae Kam Pong thailandiaNella provincia di Chiang Mai sono attivi diversi progetti di sviluppo ecosostenibile: alcuni nascono per iniziativa di associazioni locali, altri fanno parte di programmi voluti dalla famiglia reale Thailandese. In comune hanno uno scopo preciso: scongiurare l’abbandono dei villaggi e il conseguente impoverimento sia culturale che materiale. Mr Thiramet è il capovillaggio di Mae Kam Pong, piccolo paese immerso nella quiete della foresta. E’ anche il proprietario dell’unica caffetteria di Mae Kam Pong, che serve un caffè straordinariamente buono (del resto, qui la pianta del caffè cresce anche ai margini delle strade e il caffè è un elemento irrinunciabile della vita quotidiana).

Thailandia pianta di caffé

Spiega che in passato la vita sulle montagne era veramente dura ed era tendenza comune emigrare in città per trovare lavoro. I  villaggi stavano lentamente morendo.

Alcuni contadini che vivevano isolati tra le montagne, verso il confine con la Birmania, hanno dovuto piegarsi a un pesante compromesso per poter restare: coltivare oppio per i signori della droga. Oltre ad essere un’attività illegale e severamente punita, portava come conseguenza un depauperamento del terreno. Ma grazie all’interessamento diretto del Re e all’iniziativa di diversi cittadini, le cose hanno cominciato a cambiare.

chiang mai, tempietto votivo

Il sovrano ha compreso che proibire la coltivazione d’oppio non era sufficiente: occorreva dare ai contadini un’alternativa. Studi di agronomia hanno suggerito una soluzione sorprendente: la fragola!  Il frutto più amato dai bambini trova in queste colline il terreno ideale per crescere e il suo posizionamento di mercato è di gran lunga più appetibile dell’oppio. Morale della favola: la Thailandia in pochi anni è diventata uno degli esportatori di fragole più importanti su scala mondiale e i signori dell’oppio hanno ricevuto una batosta economica decisamente inattesa.

Chiang Mai: Fragole e orchidee

chiang mai mercato fiori

Dalle serre sulle montagne ai mercati di fiori della città di Chiang Mai: floricultura a Km 0

La rivoluzione sostenibile ha un altro alleato: l’orchidea. Sulle colline di Chiang-Mai sorgono enormi serre in cui le piante di orchidee, fiore tipico della Thailandia, vengono coltivate e cresciute con dedizione. Verranno poi vendute nei mercati di Chiang-Mai, nei negozi di fiori, andranno ad abbellire gli ingressi di hotel e ristoranti o verranno portati nei templi come segni di devozioni. Tutto a chilometro zero.

Artigianato e… massaggio thailandese!

I progetti di sviluppo sostenibile riservano un’attenzione particolare all’artigianato, fiore all’occhiello della provincia di Chiang-Mai. Molti oggetti d’artigianato vengono prodotti o assemblati direttamente in casa, soprattutto da donne, che in questo modo possono conciliare le necessità famigliari e garantirsi una fonte di reddito aggiuntiva.

mae kam pong artigianato thailandese

Esempio di artigianato creativo: dalla raccolta del tè si dividono i germogli nobili, destinati a diventare tè da infusione, dalle foglie più mature, che vengono essiccate e utilizzate come imbottitura di cuscini di seta di varie dimensioni. Oltre a rilasciare un gradevole profumo, repellente per gli insetti, la tradizione vuole che concilino il buon sonno e accelerino la guarigione in caso di malattia (che per la visione buddista è causata dall’allontanamento dell’anima dal corpo)

Non solo: sta riscuotendo un grande successo il progetto homestay: chi ha una stanza in più in casa può metterla a disposizione di ospiti nazionali e internazionali con un trattamento bed&breakfast. Per ottenere l’abilitazione a struttura ricettiva occorre compiere un corso di formazione sull’ospitalità e dimostrare di possedere una serie di requisiti su igiene e sicurezza. L’ospite avrà la possibilità di vivere l’esperienza autentica della Thailandia, vivendo “alla pari” con la famiglia e assimilando in pieno la vita quotidiana e le tradizioni thailandesi.

mae kam pong: homestay

Grande spirito di ospitalità ed emozioni indimenticabili da condividere con le famiglie locali nelle capanne in legno di tek. Un’esperienza “no frills” che lascerà il segno!

In primis quella del rinomato massaggio thailandese, grazie a uno speciale progetto di formazione. Maestri di massaggio thailandese riconosciuti internazionalmente hanno infatti accettato di insegnare alle donne dei villaggi i segreti di quest’arte antichissima di incredibile efficacia; si sono recati personalmente tra le montagne e le allieve hanno sostenuto circa 300 ore di formazione pratica. Quale modo migliore di concludere una giornata di trekking tra le montagne thailandesi che un bel massaggio rilassante e decontratturante quando sei già sdraiata nel tuo letto?

Per una crescita sostenibile bastano poche idee, ben realizzate e portate fino in fondo. E se ci provassimo davvero anche noi?

 

 

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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