Taiwan, tradizione e modernità

aprile 6, 2012

vista dal Giardino Botanico, Taipei

Gli avventurieri portoghesi del XVI secolo l’avevano soprannominata Formosa, ovvero “la bella”. Un nome che ben si addice alla splendida isola di Taiwan.

Le coste di Taiwan guardano da un lato alla Cina, dall’altro all’immensità dell’Oceano Pacifico. A Sud si trovano le Filippine; a nord, il Giappone. Una posizione che fa dell’isola e della sua capitale, Taipei, uno dei più importanti crocevia internazionali dell’Asia.

Ed è proprio la sua natura di “terra di mezzo” quella che colpisce maggiormente: una cultura che affonda le sue radici in un passato millenario ma che riesce comunque a guardare alla contemporaneità con leggerezza e anche con certo senso dell’ironia.

Uno dei posti più belli da visitare è il Chiang-Kai-shek Memorial Hall, sorta di “parco delle rimembranze dedicato al Generale Chiang-Kai-shek, padre della patria nonché primo presidente della Repubblica di Taiwan.

Passeggiando per la capitale di Taiwan, Taipei, è normale incontrare templi buddisti e grattacieli, composti in una singolare armonia. Su tutti svetta la Taipei 101, una torre alta più di 400 metri.

Ma gli abitanti di Taipei non hanno semplicemente ceduto al richiamo dell’Occidente. Al contrario, hanno saputo creare una propria versione della modernità, in cui convivono bookstore aperti 24 ore su 24 e la cortesia di un inchino, la cucina fusion e i tradizionali baracchini che vendono zuppa in strada, i semafori con il contasecondi (!) e gli anziani che praticano Tai-chi nei parchi.

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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