Sapori dimenticati: la preistoria in Valle di Ledro

aprile 12, 2013

Biacesa, Valle di Ledro,

Altro che ricette della nonna. Qui si parla della genuina cucina degli avi! Se c’è una cosa che segna il passaggio dei primi uomini preistorici dal nomadismo alla civiltà è la scoperta della cucina. Smettere di nutrirsi per imparare ad assaporare il cibo. Questa sì che è evoluzione! La Valle di Ledro la celebra anche quest’anno con i Menù promossi dal Consorzio per il Turismo ledrense e dai ristoratori locali per promuovere e valorizzare le produzioni di nicchia e le eccellenze storico-culturali del territorio.

Raccolta tra il Lago di Garda e le splendide cime montane trentine, la Valle di Ledro è più di un luogo pittoresco: qui sono stati ritrovati resti antichissimi di insediamenti umani, risalenti addirittura al 2 mila avanti Cristo. E’ un periodo cruciale nella Storia dell’Umanita: gli uomini da cacciatori nomadi diventano agricoltori stanziali. Vivevano in capanne di legno e paglia – proprio come quelle ancora oggi visibili nella ricostruzione fedele di un piccolo villaggio dell’Età del Bronzo in località Molina di Ledro, Patrimonio dell’Umanità Unesco – addomesticavano galline, capre, pecore, maiali, seminavano grano. E cucinavano. Ma cosa?

Nei week-end del 20-21 aprile e il 18-19 maggio si presenterà l’opportunità di scoprirlo. Un viaggio attraverso i secoli tra tradizioni senza tempo, sapori inconfondibili e riti tramandati di generazione in generazione: un “Ritorno alla preistoria” che passa attraverso sapori dimenticati. Non essendo disponibile un ricettario preistorico, i piatti si basano su ricostruzioni “ripensate” per il gusto moderno dai ristoratori locali che aderiscono all’iniziativa (più info sulla pagina ufficiale della Valle di Ledro

Ecco qualche assaggio del menù:

primi piatti: zuppe di cereali con pane preistorico senza lievito

zuppette di fieno e lenticchie rosse in crosta di pane e fiori di campo.

Secondi piatti: costolette o braciole di cervo con lenticchie e piselli profumate di ginepro e lombate di cinghiale.

In più: ricottine di capra, prodotti del sottobosco con miele selvatico e infusi di aghi di pino.

(Costo: intorno ai 30 euro).

Sul sito, anche il concorso “Vinci una notte in palafitta”. Per completare un’esperienza decisamente preistorica!

(Foto tratta dall’evento Living Prehistory a Biacesa,  cortesia dell’ufficio stampa)

 

About 

Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Go top
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers

Shares