Russia: l’Anello d’Oro, magia d’Inverno

febbraio 2, 2015

Russia Anello d'oro

Chi ama la Russia dei romanzi ottocenteschi e delle atmosfere Romantiche alla Dottor Zivago, non può perdersi la magica esperienza di visitare in inverno le città storiche che formano il cosiddetto Anello d’Oro, un circuito che sarebbe riduttivo definire turistico: questi luoghi mi hanno riportato alla mente le letture giovanili dei Fratelli Karamazof e di Anna Karenina. Se questa è la Russia che avete in mente, allora l’ Anello d’Oro in inverno è il viaggio in Russia che stavate aspettando di intraprendere.

YAROSLAVL

I turisti internazionali visitano l’Anello d’Oro soprattutto in estate. D’accordo, le temperature sono decisamente più miti, ma basta partire ben equipaggiati e il Generale Inverno non l’avrà vinta su di voi! Anche io ho visitato queste zone per la prima volta all’inizio dell’estate, sia via terra sia via acque con una delle navi fluviali che collegano Mosca a  S.Pietroburgo. Mi era piaciuta così tanto questa enclave russa, da convincermi a farvi ritorno l’inverno successivo per rivederlo con lo scenario invernale. Partito da Mosca in macchina ai primi di marzo ho ripercorso, allargandolo, l’itinerario dell’estate precedente, e che tocca le cittadine di Sergiev Posad, Rostov Velikij e il Lago Nero, Yaroslavi, Kostroma, Suzdal, Vladimir e il borgo di Bogoljubovo. Alcune di queste mete ora sono divenute relativamente note ma altre rimangono ancora angoli segreti per pochi viaggiatori curiosi. Ognuna di queste città racchiude veri tesori artistici e culturali e l’ Agenzia Federale Russa per il Turismo punta alla loro promozione, anche grazie al rafforzamento delle strutture ricettive in loco.

Russia: l’Anello d’Oro in Inverno

Nonostante a fine marzo in Russia sia ancora pieno inverno, le temperature sono più sopportabili rispetto ai tempi di Tolstoj. La temperatura era così elevata per la stagione, da impedirmi di effettuare l’escursione con la troika tradizionale, dovendomi accontentare di un traino su ruote. Ma il mutamento rispetto al viaggio estivo era incredibile.

È stato come vedere un altro film.

Gli scenari erano completamente cambiati sotto il manto candido della neve. Gli spazi agresti apparivano sconfinati nella coltre bianca, accentuando una gradevole sensazione di solitudine e silenzio. Nel paesaggio si stagliavano le sagome delle chiese ortodosse e le cupole dorate dei campanili. In queste solitudini l’anima spazia e si proietta verso l’infinito.

SERGIEY POSAD

I borghi e le città contornati dai kremlini sembravano uscire da un libro di favole dei Fratelli Grimm. L’atmosfera era quella natalizia, malgrado il Natale fosse alle spalle già da un pezzo. Malgrado l’inevitabile influenza urbanistica del periodo sovietico, le città russe dell’Anello D’Oro conservano un fascino antico e “rétro”.

VLADIMIR S. DIMITRI

Alcune sono ancora cinte da mura medievali che racchiudono chiese  zeppe di splendide icone dalle cornici dorate e dalle monumentali iconostasi. In questa occasione ho potuto dormire per l’ultima volta (ora non è più possibile) nel Monastero di Suzdal: un’emozione indescrivibile di pace che pervade l’anima, impossibile da ritrovare nella vita quotidiana.

Russia: istantanee di vita in inverno

Gli specchi d’acqua erano completamente ghiacciati e abili pescatori ne approfittavano per la pesca sul ghiaccio: trapanata la superficie, infilavano le lenze nei buchi per catturare i pesci, sedendosi pacificamente ad aspettare. Tutt’intorno, ciclisti, automobili e altri mezzi più o meno leggeri passavano indisturbati sul ghiaccio, lo spessore era tale da reggere tranquillamente il peso di un’auto! Il gelo ferma lo scorrere dell’acqua ma non la vita di questi borghi. Donne e uomini imbacuccati nei loro pastrani e protetti dai loro colbacchi camminavano tranquillamente per la strada col passo sicuro di chi è avvezzo a muoversi sui terreni gelati. Persino le “babuska” (nonne) più anziane si muovevano con sveltezza invidiabile.

ROSTOV LA CAMPAGNA

La “Nuova Russia” è arrivata anche qui: si nota in alcuni aspetti esteriori, come l’abbigliamento, la comparsa dei cellulari nelle mani guantate ed altri aspetti della società consumista, ma le isbe (capanne di legno) nelle campagne conservano il loro aspetto rurale dell’epoca dei kolchoz, le antiche cooperative di produzione agricola. La gente che s’incontra è generalmente molto disponibile pur manifestando il proprio carattere nordico, un po’ schivo e riservato. Su alcune bancarelle di souvenir, nei centri più frequentati dai turisti, spiccano medaglie dei Soviet, colbacchi dell’Armata Rossa ed altri cimeli della vecchia URSS. Conversando con alcuni dei contadini e facendo loro domande sui cambiamenti politici e sociali degli ultimi decenni, non è raro raccogliere affermazioni come: “si stava meglio quando si stava peggio!”. L’opinione ricorrente è che si, è vero, ora i negozi sono più forniti ma, per acquistare, ci vogliono soldi, e in quanti ce li hanno?

Chi visita solo S.Pietroburgo o Mosca rimarrà impressionato nel vedere quante Ferrari circolano per le strade. Ma il suo giudizio si fermerà lì. Consiglio vivamente a chi compie un viaggio a Mosca di completarlo con una “puntata” nel Nordest, tra queste splendide città e i loro abitanti, per scoprire una Russia diversa, che non si rinchiude nella nostalgia ma non si abbandona all’ostentazione della modernità.

About 

Walter Porzio, fotografo e viaggiatore instancabile. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo, dall’età di quattordici anni ha scelto come meta il mondo. Ha visitato più di centosessanta Paesi, cogliendone il fascino e le contraddizioni. India,Tibet, Siberia, Madagascar; ma anche Bolivia, Guatemala, Messico, Perù passando per l’Africa, l’Europa, l’Estremo Oriente, l’America del Nord. E’ autore di numerosi reportage pubblicati su testate prestigiose del settore turismo e avventure. I suoi articoli e i suoi scatti non trasmettono solo l’incanto di terre lontane ma si pongono come occasioni d’incontro con culture diverse. Storico collaboratore di vari Enti del Turismo (India,Yemen, Marocco, Canada,Turchia Svizzera, Francia etc.) e dell’Unicef, ha all’attivo diverse mostre fotografiche, tra le quali: “Un mondo di Sorrisi”, “Mercati nel mondo” “India del Nord-Est”. E’ autore di diversi libri, fotografici e non: “Impariamo a viaggiare” (Mursia), “Mille viaggi, mille storie”, “Viaggiando Viaggiando” “Sognando terre lontane”, “Un mondo di Ritratti” “Children”, edito dal Touring Club Italiano, “Mothers”. Ancora oggi accompagna viaggiatori in ogni parte del pianeta.

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