Provenza Verde: i luoghi di Maddalena

maggio 16, 2012

 

Maria Maddalena Provenza

La Provenza, in Europa, è la terra dei profumi per eccellenza. Di conseguenza, nessun santo protettore è più indicato di Maria Maddalena. L’iconografia medievale rappresente la peccatrice pentita con sue attributi fondamentali: i lunghi capelli sciolti e una boccetta di profumo (provenzale?) tra le mani.

Secondo la tradizione locale, dopo la morte di Gesù Maria Maddalena e altri discepoli presero la via del mare. L’imbarcazione, guidata dalla Provvidenza, giunse sulle coste provenzali, probabilmente nei pressi dell’odierna Marsiglia. L’apostolo degli apostoli, come viene definita, preferì però ritirarsi nell’entroterra provenzale. Qui condusse una vita di eremitaggio a stretto contatto con la natura; la grotta che fu la sua dimora è oggi meta di pellegrinaggio da tutto il mondo.

La Sainte Baume (letteralmente “grotta santa”) si trova incastonata in un massiccio dalle pareti scoscese, ma la salita è meno ardua di quanto la prima impressione possa far pensare.

Poco lontano dal Massif de la Sainte Baume, si trova la cittadina di Saint Maximin de la Sainte Baume. La basilica gotica che dà il nome al paese è tra le più importanti della Provenza, non solo per il suo stile e le considerevoli dimensioni, ma soprattutto perché custodisce una preziosa reliquia: il cranio della Maddalena.

Secondo la tradizione, le reliquie della Santa nell’Alto Medioevo vennero nascoste per proteggerle dalle incursioni dei pirati saraceni, che da Marsiglia giungevano fin nell’entroterra per razziare i villaggi. Nel 1280 vennero rinvenute da Carlo II d’Anjou, conte di Provenza, e riconosciute come autentiche da Papa Bonifacio VIII. Una scoperta che elevò la cittadina a meta di pellegrinaggio, consentendole un rapido sviluppo economico. Per custodire degnamente le reliquie della santa si iniziò a costruire la Basilica-Cattedrale di Saint Maximin, un’opera lunga 3 secoli che a causa di problemi economici non venne mai terminata. Ma forse il “non –finito” è proprio il suo aspetto più interessante. Dà l’idea di un percorso che continua ancora oggi. L’organo da 2690 canne, uno dei più grandi di Francia, è spesso protagonista di concerti e rassegne musicali.

 

 

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