Nenet, il festival nel gelo artico

dicembre 29, 2013

Salekhard è la capitale del distretto autonomo di Yamalo Nenets, nell’estremo Nord della Russia. E’ situata esattamente sul circolo polare artico. Verrebbe da pensare che qui la vita si riduca a una mera lotta per sopravvivere agli elementi. Invece, in barba a neve e gelo, la città ospita ogni primavera un festival molto speciale: quelli degli allevatori di renne!

A Salekhard vivono due grandi comunità che abitano da tempo immemore la penisola di Yamal: i Khanty (o Ostiachi) e i Nenet. Entrambi i gruppi hanno abbracciato la modernità senza però abbandonare le proprie tradizioni: ancora oggi l’economia gira attorno al mercato locale, dove si vendono e si comprano carne di cervo, frutti simili al lampone, pesce e cappotti di pelliccia.  Gli allevatori di renne portano i loro prodotti al mercato in slitte tradizionali, trainate però da moderne motoslitte. Gli allevatori sostengono che i vestiti e le scarpe in renna rappresentino ancora oggi la migliore protezione contro il freddo.

Le tradizionali tende di pelle di renna realizzate con pali, corteccia e feltro convivono con le nuove case a pannelli nel centro di Salekhard. Antico e moderno si stringono come a volersi proteggere a vicenda dal gelo, serrando le fila attorno alla Cattedrale di Pietro e Paolo, costruita dall’architetto tedesco Gottlieb Zinke alla fine del diciannovesimo secolo. A metà del Ventesimo secolo, la chiesa fu utilizzata come caserma per i detenuti, poi come negozio di verdure e infine come scuola dello sport per i ragazzi. Da allora è stata restaurata e costituisce il “cuore” urbanistico di Salekhard.

Il Festival dei Nenet

Il festival dei Nenet viene celebrato alla fine di marzo, durante l’equinozio di primavera. Le competizioni tra slitte trainate da renne sono il cuore della manifestazione. L’atmosfera che si respira è talmente gioiosa che permette quasi (quasi!) di dimenticarsi delle temperature artiche. Il folklore locale è decisamente “caldo”, i colori sgargianti degli abiti spiccano sul bianco della neve; i visitatori sono invitati a entrare a far parte della festa indossando i costumi tradizionali, ma il freddo pungente non permette di rinunciare ai piumini, dando origine a “stili” quantomeno bizzarri!

Nenet: una storia travagliata

D’estate, un traghetto attraversa il fiume Ob dalla più vicina stazione ferroviaria di Labytnangi; d’inverno, il fiume si trasforma in una strada ghiacciata. Nei primi anni Cinquanta, Salekhard è stata una delle principali stazioni della ferrovia Salekhard-Igarka (la ferrovia transpolare), progettata per collegare Murmansk e Arckangelsk a Chukotka, nel tentativo di sfruttare in maniera efficace le ricchezze del distante Nord.

La costruzione della ferrovia Chum-Salekhard-Igarka iniziò sotto Joseph Stalin, ma non fu mai portata a termine. La Chum-Salekhard e la Salekhard-Igarka vennero soprannominate “Joyful 500” dai locali, ma alla fine degli anni Cinquanta venne ribattezzata con il poco rassicurante nome di “Ferrovia della morte”, con cui è conosciuta oggi. La Joyful 500 è stata infatti costruita dai prigionieri dei gulag insieme ai lavoratori locali. Il responsabile del progetto ha utilizzato solo i prigionieri politici per la costruzione, dal momento che i criminali comuni lavoravano in genere lentamente e malvolentieri. Molti abitanti del posto hanno dei familiari che hanno lavorato alla ferrovia insieme ai prigionieri, detenuti in un campo proprio vicino a Salekhard. “Ci dicevano che era un buon posto dove passare il tempo – ti nutrivano bene e ti riportavano a casa per lavarti una volta alla settimana -, afferma Dima -. Questo non è bastato perché troppe persone sono morte e rimaste paralizzate dal freddo…”. La maggior parte della ferrovia è ormai abbandonata, i ponti, i campi e i villaggi vuoti sono caduti in rovina. Alcuni tratti sono stati riutilizzati con lo sviluppo della produzione di gas naturale nella regione. È stato adottato un nuovo programma di Stato, Urali industriali – Urali artici, e la Ferrovia Transpolare è stata rinominata la Ferrovia del Nord. Con il nuovo programma, Salekhard avrà finalmente un collegamento ferroviario con la rete ferroviaria principale, indispensabile premessa per lo sviluppo dell’economia locale. Nel frattempo, gli abitanti del posto stanno ancora conducendo una battaglia per far ottenere agli ex campi di prigionia lo status di monumenti storici.

E. Walter Porzio

About 

Walter Porzio, fotografo e viaggiatore instancabile. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo, dall’età di quattordici anni ha scelto come meta il mondo. Ha visitato più di centosessanta Paesi, cogliendone il fascino e le contraddizioni. India,Tibet, Siberia, Madagascar; ma anche Bolivia, Guatemala, Messico, Perù passando per l’Africa, l’Europa, l’Estremo Oriente, l’America del Nord. E’ autore di numerosi reportage pubblicati su testate prestigiose del settore turismo e avventure. I suoi articoli e i suoi scatti non trasmettono solo l’incanto di terre lontane ma si pongono come occasioni d’incontro con culture diverse. Storico collaboratore di vari Enti del Turismo (India,Yemen, Marocco, Canada,Turchia Svizzera, Francia etc.) e dell’Unicef, ha all’attivo diverse mostre fotografiche, tra le quali: “Un mondo di Sorrisi”, “Mercati nel mondo” “India del Nord-Est”. E’ autore di diversi libri, fotografici e non: “Impariamo a viaggiare” (Mursia), “Mille viaggi, mille storie”, “Viaggiando Viaggiando” “Sognando terre lontane”, “Un mondo di Ritratti” “Children”, edito dal Touring Club Italiano, “Mothers”. Ancora oggi accompagna viaggiatori in ogni parte del pianeta.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Go top
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers

Shares