Liebster Award: Viaggi e Virgola tra i nominati!

aprile 24, 2014

Liebster Blog Award Viaggi e Virgola

Il Liebster Blog Award è un’iniziativa nata in Germania per aiutare i piccoli blog a crescere: Liebster significa “amabile” in tedesco, e due blog di viaggio sono stati altrettanto “amabili” con noi da attribuircelo! Quindi, innanzitutto, un grazie ad Alessandra Gesuelli di ViaggiAle e a Claudia Moreschi di Travel Stories!  Ed ecco le risposte alle loro domande.

Le domande di Viaggiale

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1. Tra 10 anni ti vedi nel luogo dove vivi?

Assolutamente no! Ma non chiedetemi dove penso di essere perché non ne ho la più pallida idea, ed è bello così 😉

2. Quale luogo ti fa sognare? 

Ne cito due, uno vicino e uno lontano: quello vicino è il Lago di Como. Quello lontano, il deserto nero dell’Egitto.

3. Che lingua strana vorresti parlare?

Il lombardo, ahahahh! Scherzo, quello lo mastico. Mi piacerebbe moltissimo conoscere (per davvero!) l’ebraico, e il giapponese! Stavo quasi per studiarlo all’università e rimpiango ancora di non averlo fatto.

4. Quale e’ il tuo prossimo viaggio?

Bologna: un’amica mi aspetta per farmi vedere il suo nuovo acquisto, degli splendidi orecchini di perla :-) dopodiché Torino, Innsbruck, e poi dovrebbe arrivare… ma no, non lo dico è una sorpresa!

5. Come scegli le tue destinazioni di viaggio?

Sono loro che scelgono me, la partenza è una logica conseguenza. Capita a volte che un luogo “ti chiami”, e allora tu non hai scelta che fare le valigie e partire.

6. La top 3 delle tue destinazioni preferite

Difficilissima!  Proviamoci: per essere coerente scelgo ancora Messico, Taiwan e… Argentina! Quest’ultima è una scelta dovuta, direi ! :-)

7. Qual e’ il cibo piu’ strano che hai mangiato?

Il coccodrillo alla griglia, in Bolivia. Devo dire che è ottimo! Saporito ma leggero. Dovremmo pensarci… Invece non mi è piaciuta molto la renna, un po’ pesante, ma forse dipende dal modo in cui è cucinata.

8. Cosa vorresti assaggiare?

Tante cose! Il feral food australiano, per esempio, ma anche il claim chowder del Maine, i sandwich spezzafame al salmone svedesi. Ma tutti noi ex ragazzi cresciuti negli anni Ottanta abbiamo il mito segreto del cibo giapponese visto nei manga in tv. Ricordo ancora Kiss me Licia, dove gli okonomiaki venivano tradotti “frittelle” (e io a pensare, ma le frittelle sono dolci, non salate!)

9. Cosa non deve mancare in valigia?

Uno di quei vestiti che non si stirano! E’ il salvariunioni / salvaserate. E poi: shampoo secco, sciarpina anti aria condizionata, salviettine rinfrescanti.

10. Il timbro che preferisci sul tuo passaporto

Quello della Giordania. Oltre a essere bello da vedere, mi ricorda momenti davvero speciali.

Le domande di Travel Stories

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Che tipo di taglio/nicchia ha il vostro blog?

Lo definisco un travel blog di ispirazione hipster. Si rivolge a quei lettori che hanno fatto dell’anticonvenzionale uno stile di vita, non per il gusto di “fare gli alternativi” ma perché non esiste al mondo un solo modo di essere felici.  L’ hipster è per definizione un viaggiatore, ma per lui Montagna in Valtellina può essere più esotica di Bangkok. La tematica del viaggio va di pari passo con l’attenzione per l’ambiente e per il consumo sostenibile, le nuove tecnologie vissute come parte del quotidiano e una predisposizione agli acquisti di accessori che sembrano usciti dal negozio di Mister Magorium.

Come trovate l’ispirazione per i vostri post?

Per rimanere sempre aggiornata sugli argomenti che mi interessano utilizzo gli strumenti della Rete: newsfeed, alert, Google Trend, i trend di Twitter… trovo molto utile anche Flipboard. Poi ci sono i suggerimenti degli amici blogger italiani e stranieri, non per forza travel blogger, molte ispirazioni arrivano dal mondo del fashion e del design.

Il post che avete più faticato a scrivere?

Consonno, Macondo di Brianza. Andrés Farìas, compagno di Viaggi e di Virgola, è tornato a casa con queste splendide foto su un borgo abbandonato della Brianza. Ma non volevo raccontare la solita storia di polemica e abbandono, anche perché quelle immagini avevano qualcosa di così poetico. Mi risvegliarono i ricordi di Cent’anni di Solitudine di Garcìa Màrquez e quindi… il risultato lo lascio giudicare a voi.

Viaggiare per voi significa…

Compiere un percorso, fisico e interiore, che ti restituisce a te stesso cambiato, certamente migliore.

Il vostro mezzo di trasporto preferito

Il treno! Nessun problema di bagaglio, o di contenuto del bagaglio, e arrivi da centro città a centro città. Rumori di sottofondo attutiti, puoi conversare con i vicini, usare internet e alzarti per sgranchirti le gambe quando vuoi!

La città più bella che avete visitato

Urka, questa è difficile! Per non dare una risposta banale, scelgo Taipei, una metropoli a misura d’uomo, vitale senza essere caotica, aperta 24 ore su 24 ma senza farti sentire in obbligo di non dormire mai! Antico e moderno si parlano senza alzare mai la voce. Nei parchi non si parla al cellulare a voce alta, perché si rischia di disturbare chi legge o pratica il tai-chi all’ombra degli alberi.

Se poteste scegliere, in quale posto del mondo vorreste vivere?

Non ho mai sentito tanta energia positiva come a Campeche, città dello Yucatàn. Un luogo che ha fatto pace con se stesso e ti invita a fare altrettanto. E non è poco. Perché sognare di scappare in Messico quando puoi scegliere di andarci e basta?

Il viaggio più bello che avete fatto?

Sempre il Messico. Non solo perché si tratta di un Paese stupendo ma perché ha avuto un particolare significato nella mia vita. Avevo 23 anni e molte scelte da compiere. L’incontro con il Messico è stato un catalizzatore, mi ha aperto gli occhi su me stessa, sulla realtà che mi circondava. Da Acapulco ai piccoli borghi dello Stato di Guerrero fino a Campeche, tra il mare cristallino e i siti archeologici precolombiani… quando sono tornata ero una persona diversa.

Il viaggio che sognate da sempre?

Sono due: uno è l’Australia! Penso che per chi è nato e cresciuto in Europa l’Australia è e sarà sempre il mondo che attende Alice oltre lo Specchio. Non vedo l’ora di confrontarmi con questa realtà “capovolta”. L’altro è Stoccolma, che mi ha “rubato” da tempo una cara amica che spero presto di rivedere.

Se poteste essere un grande viaggiatore del passato, chi vorreste essere?

Elizabeth Eastlake, viaggiatrice inglese dell’Ottocento. Unì la passione per il viaggio con quella per le lettere e il disegno, si sposò in tarda età (40 anni per l’epoca significava essere anziane) e condivise con il marito un profondo legame sentimentale e intellettuale. Parlava fluentemente diverse lingue in un’epoca in cui anche le donne benestanti raramente ricevevano un’educazione superiore. Ma soprattutto, autrice di Lady Travellers, rubrica del periodico di politica e letteratura The Quarterly Review. Insomma, un po’ un’antesignana delle Travel Bloggirls…

 I miei nominati!

  1. That’s Good News http://thatsgoodnewsblog.com
  2. Che Libro Mi Porto?  http://chelibromiporto.com/
  3. Va’ a quel Paese http://www.vaquelpaese.com/
  4. Trips Tips http://www.tripstips.it/
  5. Lili Madelaine  http://lilimadeleine.com/
  6. I viaggi di Manuel http://www.iviaggidimanuel.com/
  7. Lost in Destination http://lostindestination.com/
  8. Less is Sexy!  www.lessissexy.com
  9. Tailored Travel Tips http://tailoredtraveltips.wordpress.com/
  10. Altrimenti  http://altrimentimag.blogspot.it/

 Le mie domande, a cui i nominati dovranno rispondere:

3 valide ragioni per viaggiare

3 valide ragioni per rimanere a casa

Qual’è la tua esperienza di viaggio più bella?

E la tua esperienza più brutta?

Una persona che hai conosciuto in viaggio e che non dimenticherai mai

Il libro, il film, la canzone, la poesia, il quadro o la foto che ti ha spinto a fare una viaggio

Cosa rispondi a chi ti dice “ma vedi di stare a casa e mettere la testa a posto!”

Il viaggio che sogni

Il viaggio che stai già programmando

Se potessi rinascere, quale luogo sceglieresti e perché?

 

 

 

 

About 

Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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