Il turista imbruttito in “Venice”

luglio 21, 2014

Il turista imbruttito in "Venice"

Il turista imbruttito di solito è una categoria che si associa al milanese imbruttito quando va in ferie. Peccato che questo esemplare umano ha raggiunto livello internazionale: è un genere che si trova in tutte le razze del mondo ed in tutte le nazionalità. E pare che la destinazione più gettonata per trovare il turista imbruttito sia Venezia.

Di sicuro ci saranno altre destinazioni dove trovare questi esemplari. Cito Venezia perché mi è capitato di recente di andare in questa bellissima città e trovarmi in mezzo ad una fauna imbruttita proprio da paura. Ero lì per fare delle fotografie un po’ “originali” (non le solite cartoline di Ponte di Rialto o Piazza San Marco) quando mi sono accorto di essere in mezzo ad un branco di questi turisti. Che dire… ho dovuto abbandonare l’idea delle foto e tentare di farmi strada tra la folla.

Ma come si fa a riconoscere il turista imbruttito? Beh… diciamo che, di solito, va armato di smartphone, tablet e una reflex digitale costosissima (che per vergogna ed ignoranza usa in modo automatico). Si riconoscono a volte da come guidano il trolley, come se questo “veicolo” fosse un suv. Ormai, caro turista, la strada ti appartiene… fatti strada spingendo e calpestando i piedi degli altri senza mai utilizzare la parola “permesso” oppure un semplice “excuse me”. Vai. Spingi la tua “valigetta suv” e trova il cammino che ti porterà al check-in nell’albergo dei tuoi sogni!

Un’altra caratteristica del turista imbruttito è il selfie. Il turista si ferma davanti a qualunque cosa (sia un monumento oppure un’assurdità) e via con l’autoscatto da condividere subito sui social media forse per dire “ehi, guardate tutti dove sono arrivato; guardate dove sono! (e voi no)”.

Non è che sono contro i selfie. Per carità. I veri fotografi li facevano già prima che la moda oppure una corrente “trendy” li chiamassi selfie. Però a volte mi chiedo se il turista imbruttito, oltre ad auto-fotografarsi compulsivamente, capisce veramente quello che lo circonda? Capisce che si trova in una città con secoli di storia?

Questa riflessione mi è venuta in mente quando sono arrivato a Ponte di Rialto. Volevo godermi la vista del canale principale e tentare di fare qualche scatto decente al paesaggio e alla vita urbana di Venezia. In poche parole, mi è stato impossibile: una continua massa umana si era schierata sul ponte e aveva preso posizione come se fosse una guerra di trincea. Una volta che il turista si faceva tutti gli scatti che voleva (e selfie compresi), abbandonava la posizione e subito c’era un altro ad occupare quel posto. Era una macchina perfetta di retro alimentazione.

L’esperienza a Rialto mi ha insegnato una cosa. Ci ho messo un po’ a capire il comportamento che c’è dietro ai turisti imbruttiti a Venezia. Curiosamente, loro seguono una logica: fanno il classico percorso che, dalla stazione del treno, li porta a Ponte di Rialto e poi a Piazza San Marco. Un atteggiamento simile a quelli che hanno gli zombie di George A. Romero che, non a caso, si trovano sempre vicini ad un centro commerciale. Il turista imbruttito a Venezia, segue una strada abbastanza delimitata e non percorre ulteriori strade o vicoli.

Venezia è una città favolosa, labirintica, dove ti perdi fra vicoli e stradine della città: ad ogni angolo spuntano dei pezzi di storia che ti lasciano senza parola. Trovi dei veneziani “veri” che si affacciano sulle finestre e ne approfittano per scambiare qualche parola sulla vita e il tempo. Per fortuna, il turista imbruttito, non lascia mai la strada principale, non tenta mai di perdersi “volontariamente” fra i vicoli e le stradine per scoprire qualcosa di unico e di diverso.

Un esempio di questo è il quartiere ebraico a Venezia. Sono pochissimi i turisti che entrano a visitarlo. Certo, è più difficile farsi un selfie in quella zona, ma ogni volta che io vado a visitarlo e tocco le mura dei palazzi con la mia mano, sento che mille anni di storia e di cultura mi parlano al cuore.

Che dire. Io ogni volta che torno a Venezia mi lascio andare e mi perdo nei suoi labirinti, lontani dai turisti imbruttiti… ormai… so che da qualche parte arriverò.

 

1 comment

  1. Comment by Claudia

    Claudia Reply luglio 22, 2014 at 7:40 am

    Con me sfondi una porta aperta.. io i selfie proprio non li reggo! Ho appena trascorso il weekend a Venezia e ho cercato di tenermi alla larga dai soliti posti turistici. Mi piace molto il sestriere del Dorsoduro, la zona intorno a S.Maria della Salute. Mi sono trovata a percorrere vicoli da sola e a fare incontri inaspettati. Lontano dai turisti imbruttiti!

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