Il Naadam, le Olimpiadi della Mongolia

febbraio 3, 2014

Una tradizione mongola: il Naadam

Lo stadio nazionale è un arcobaleno di colori; centinaia di figuranti dai costumi sgargianti affollano gli spalti, incitando all’inizio dei Giochi. Non sono le Olimpiadi ma la Festa Nazionale Mongola del Naadam (“Giochi” in mongolo, per l’appunto). Ulan Bator, la capitale della Mongolia, attira visitatori da tutto il Paese, e non solo, ansiosi di assistere alla manifestazione sportiva tradizionale che si svolge ogni anno a metà luglio, generalmente dall’11 al 13.

 la parata del Naadam

Secondo alcuni, è la più antica manifestazione sportiva al mondo: vanta infatti ben tremila anni di Storia e l’UNESCO nel 2010 l’ha inserita tra i Patrimoni dell’Umanità. Dal 1921 è anche l’occasione per ricordare la Rivoluzione Mongola e l’Indipendenza politica che ne seguì. Senz’ombra di dubbio, è un momento decisivo per comprendere le usanze e il folklore di un Paese che da millenni colpisce l’immaginazione dell’Occidente.

 

L’antica tradizione dei Giochi fu portata in auge da Gengis Khan. Si organizzavano per festeggiare matrimoni, funerali, nascite, ricorrenze religiose o spirituali. Successivamente ebbe la funzione di addestrare i soldati alla guerra.

nobildonna mongola al Naadam

Impress Mckayla travestita da Nobildonna mongola

La competizione sportiva in sé comprende tre discipline: la lotta libera, il tiro con l’arco e la corsa a cavallo. Tradizionalmente appannaggio degli uomini, le gare sono state aperte anche alle donne (tranne la lotta, per il momento). Ma il Naadam è sopratutto una grande festa e uno splendido spettacolo (e tra la folla spunta anche una divertente Mckayla travestita da nobildonna mongola, ancora una volta not impressed, ndr)

Maschere alla festa del Naadam

Maschere alla festa del Naadam

L’apertura dei giochi avviene con il trasporto di 9 code di yak (che rappresentano le 9 tribù mongole) dalla piazza Sukhbataar allo stadio. Segue una coloratissima parata con figuranti in abiti tradizionali, monaci, atleti, maschere, musicisti, cavalieri: attraversano la città fino a raggiungere lo stadio, seguiti da un crescendo di folla.

lottatori Naadam

Anche le gare sono appassionanti. Si svolgono contemporaneamente in luoghi diversi. Nella lotta libera del Naadam, il vincitore è colui che riesce a far toccare il suolo all’avversario con qualsiasi parte del corpo che non siano i piedi o le mani. Il lottatore più famoso ha il privilegio di poter scegliere il proprio avversario. Gli atleti indossano un costume tradizionale formato da un giubbotto stretto sulle spalle (zodog) e pantaloncini attillati (shuudag), ch danno loro un aspetto possente.

Arcieri Naadam

Nel tiro con l’arco del Naadam sono coinvolte squadre da 10 tiratori che dispongono di 4 frecce ciascuno. Gli uomini tirano da una distanza di 75 metri, le donne da 65. I vincitori si fregiano del titolo di “tiratori nazionali”.

La corsa dei cavalli del Naadam avviene invece nella prateria, su una lunghezza che va dai 15 ai 30 chilometri a seconda…dell’età dei cavalli! I cavalli fino a 2 anni gareggiano su 15 km, quelli dai 2 ai 7 su 25-30 km. Non c’è un limite massimo di partecipanti “umani”: possono arrivare anche a un migliaio! I fantini sono bambini dai 5 ai 13 anni, che salgono sui cavalli senza paura, incitati dalla folla  che li acclama come propri beniamini.

fantini  Naadam

Vedere una simile carica di cavalleria non è certo un’esperienza da poco… i tempi di Gengis Khan improvvisamente non sembrano più così lontani. E’ un inizio spettacolare per un Viaggio in Mongolia, Paese che non smette di affascinare.

di E. Walter Porzio

 

 

About 

Walter Porzio, fotografo e viaggiatore instancabile. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo, dall’età di quattordici anni ha scelto come meta il mondo. Ha visitato più di centosessanta Paesi, cogliendone il fascino e le contraddizioni. India,Tibet, Siberia, Madagascar; ma anche Bolivia, Guatemala, Messico, Perù passando per l’Africa, l’Europa, l’Estremo Oriente, l’America del Nord. E’ autore di numerosi reportage pubblicati su testate prestigiose del settore turismo e avventure. I suoi articoli e i suoi scatti non trasmettono solo l’incanto di terre lontane ma si pongono come occasioni d’incontro con culture diverse. Storico collaboratore di vari Enti del Turismo (India,Yemen, Marocco, Canada,Turchia Svizzera, Francia etc.) e dell’Unicef, ha all’attivo diverse mostre fotografiche, tra le quali: “Un mondo di Sorrisi”, “Mercati nel mondo” “India del Nord-Est”. E’ autore di diversi libri, fotografici e non: “Impariamo a viaggiare” (Mursia), “Mille viaggi, mille storie”, “Viaggiando Viaggiando” “Sognando terre lontane”, “Un mondo di Ritratti” “Children”, edito dal Touring Club Italiano, “Mothers”. Ancora oggi accompagna viaggiatori in ogni parte del pianeta.

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