Il Cairo: i volti, la città

giugno 30, 2012

Il Nilo, Il Cairo

Il Cairo viene erroneamente considerata una tappa di passaggio durante i viaggi in Egitto. Spesso ci si ferma solo lo stretto necessario per visitare la piana di Giza, le piramidi e la Sfinge, e fare tappa (obbligata) al Museo di Antichità Egiziane. Dopodiché, via per il tour delle oasi; oppure, il viaggiatore salpa per una crociera sul Nilo, imbocca la strada per Luxor o si prepara a un tuffo di relax nelle acque del Mar Rosso. Un vero peccato.

Perché spesso l’ansia di immergersi nell’antichità egizia fa perdere di vista quanto sia affascinante osservare l’aspetto contemporaneo del Paese. La realtà quotidiana. L’Egitto vive un momento storico che finirà sui libri al pari della Sfinge. Respirare l’aria di rinnovamento e l’energia che vibra nella capitale del Paese, sarà forse l’esperienza più bella da raccontare una volta tornati a casa.

Egitto, la piramide e il minareto

Il Cairo: la piramide e il minareto

Il Cairo è una metropoli immensa (conta quasi 8 milioni di abitanti nella sola area metropolitana, 15 milioni con le aree limitrofe). Per cui le precauzioni da usare sono le stesse di tutte le “big cities” del mondo: non attirare troppo l’attenzione, mappa e cellulare a portata di mano e, nelle zone di mercato, occhio alle borse. Manifestazioni di piazza, anche di forte impatto, possono avvenire come in qualsiasi altro luogo. Basta mantenersi informati e scegliere con prudenza le zone in cui muoversi, facendosi consigliare dalla guida o dal personale d’hotel. Il Cairo non ruota tutto attorno a piazza Tahir. E la vita quotidiana degli egiziani non ruota tutta attorno alla politica. Dopo gli scontri, la gente ha subito ricominciato a prendere l’autobus, parlare al cellulare, fare la spesa, i ragazzi ad uscire.

E sono proprio i giovani la parte più interessante della vita cittadina. Che siano compagni di scuola riuniti per bere insieme una bibita o coppie che passeggiano romanticamente sul lungo  Nilo. E’ perfettamente normale vedere gruppi di amiche che chiaccherano, alcune coperte completamente dall’hijab, altre con foulard coloratissimi che coprono solo testa e collo, magari in pantaloni, e altre ancora con i capelli sciolti al vento e le mezze maniche. Non danno peso alla differenza nel vestire: sembrano troppo concentrate ad ascoltarsi a vicenda.

 

 

 

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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