Cartolina da Strasburgo

settembre 21, 2012

Strasburgo è una di quelle città di cui si pensa di conoscere tutto a priori. Il centro storico protetto dall’Unesco, l’anima di confine (fin troppo contesa) tra Francia e Germania, la sede del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, istituzioni poco in voga ultimamente. Importanza strategica ed economica, importante snodo ferroviario, se si viaggia per lavoro meglio prenotare l’hotel in anticipo… Blablabla. E ancora bla. Finché un giorno un’amica, vecchia ragazza di quasi sessant’anni, ti dice “voglio andare a Strasburgo. Voglio andarci davvero”.

Perché proprio Strasburgo? “Perché è una meta che sento citare poco. Quindi dev’esserci per forza qualcosa di interessante da vedere. E poi è in Francia!“.

cartolina strasburgo

Nulla solletica maggiormente della logica occulta di un discorso apparentemente illogico. Per cui quando venni a sapere che mi toccava un viaggio di lavoro a Strasburgo, mi ritrovai colma di aspettative.

“Strasburgo non è niente di che- mi disse sul TGV un viaggiatore anonimo-non è né FranciaGermania.”

“Allora è già Europa” mi venne spontaneo ribattere. Ma quello aveva giàriaffondato la testa nel suo quotidiano finanziario.

Il primo impatto con la città non fu di certo accattivante. Mi accolse un temporale terribile, le strade erano livide di pioggia. Ma ero decisa a non arrendermi.

strasburgo cattedrale

La mattina seguente scendo in strada per vedere se, per caso, lo spirito della città non aveva niente di meglio da fare che venirmi incontro.

Mi dirigo verso la piazza della cattedrale di Notre Dame, meraviglia dell’arte gotica francese. Intorno a me, turisti provenienti da altre regioni di Francia, svizzeri, ragazzi tedeschi in gita scolastica. Se trovo la voglia di fare la Notre Dame, cattedrale strasburgocoda forse riesco a entrare e ammirare l’orologio astronomico. Un negozietto di artigianato espone ponchos in pile, capo di abbigliamento dal sapore eretico, ma fa freddo e il  trench non mi basta. Coi capelli crespi dall’umidità e il poncho stretto attorno sembro una caricatura di Garibaldi in una brutta giornata.

Un venditore di accendini africano si avvicina, tenta l’approccio, distrattamente rispondo “No, grazie” invece di “Non, merci”

“Ma sei italiana!” mi dice in spiccato accento bolognese.

Ci ritroviamo a chiaccherare come due vecchi commilitoni. “Io son qui in Notre dame di Strasburgo entrataFrancia a trovare parenti, già che ci sono mi faccio un po’ di lavoro- mi racconta- e loro mi dicono anche di restare, che si sta tutti insieme, ma la verità è che a Bologna si mangia troppo bene! E tu che ci fai qua?”

Viaggio di lavoro, potevo rispondere. Invece mi esce dalla bocca “Cerco lo spirito della città. L’hai mica visto?”

“Perché lo cerchi?”

“Sono qui poco. Ancora qualche ora e torno a casa. Vorrei almeno salutarlo, prima di andare via.”

Lui sorride. “Si aggira nelle parti del canale. Segui la strada principale e poi a sinistra. Se sei fortunata puoi prendere al volo il bateau-mouche. Buona fortuna!”

 

strasburgo centro storico

Lo ringrazio e mi infilo tra le suggestive vie del centro storico, tra casette che sembrano fatte di zucchero e decorate con il cioccolato. Passo davanti alla Maison Kammerzel, uno degli edifici più celebri della città.

maison kammerzel strasburgo

La struttura originaria risale al medioevo. Oggi è sede di un ristorante-hotel. Forse setorno in tempo faccio in tempo pranzare lì, potrei provare la cucina alsaziana, raffinata come quella francese ma saporita come quella tedesca (e io non resisto al pane germanico!)

 

Accelero il passo, mi perdo (letteralmente) tra le vie e i canali in cui si dipana, nel centro storico, il terzo affluente del Reno, che attraversa la città.

Vedo i ponti coperti, sono coperti davvero (da lavori di ristrutturazione). Peccato. Però da lontano vedo la fermata del bateau mouche. Il battello sta arrivando. Mi metto inspiegabilmente a correre, come per andare incontro a strasburgo canaliqualcuno.

Ovviamente, tutti scendono e mi passano accanto, ignorandomi.

Il manovratore mi guarda come per chiedermi, “sale o non sale?”

Giro i tacchi e mi porto sulla passeggiata che costeggia il canale. Mi guardo intorno.

Avevo passato la mattina a correre dietro allo spirito di Strasburgo senza accorgermi che mi seguiva da quando avevo lasciato l’albergo!

 

 

 

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Travel Blogger per passione, giornalista pubblicista (nessuno è perfetto), web communication account. Soprattutto, hipster dalla nascita senza possibilità di redenzione. Vivo di comunicazione digitale e cupcake inseguendo nuovi orizzonti armata di valigia e tablet.

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