Atene, salita all’Acropoli

luglio 4, 2012

 

L'acropoli di Atene

Il termine “acropoli” letteralmente significa “città alta”. Originariamente, infatti, aveva una funzione prevalentemente militare. Ma gli ateniesi preferiscono ricordarla come il luogo in cui avvenne il primo esperimento democratico: quello che sottomise al volere del popolo addirittura le divinità!

Grecia, acropoli AteneI pretendenti al ruolo di nume tutelare della città erano due: Atena, dea della saggezza, e Poseidone, dio del mare. Guidati dal mitico re Cecrope, mezzo uomo e mezzo serpente, i cittadini decisero di optare per il candidato che offriva i doni migliori: Poseidone promise che, se fosse stato scelto, avrebbe assicurato agli ateniesi la vittoria in battaglia e il predominio sul mare. Poi batté a terra il tridente e fece scaturire sull’acropoli una sorgente d’acqua da cui uscì una creatura mai vista, potente quanto veloce: un cavallo!

Gli ateniesi rimasero impressionati dalla potenza del dio (anche se, a voler essere pratici,  l’acqua di sorgente è utile se è dolce… sopratutto in Attica, dove le piogge sono scarse).  Atena decise di puntare su una linea meno spettacolare ma più pragmatica: promise agli ateniesi la sapienza, la maestrìa nell’uso del telaio, la pace e la prosperità. Percosse la terra con la sua lancia e ne scaturì un albero di olivo. Finalmente una proposta concreta!

La dea Atena, da una pitturaA furor di popolo, Atena venne acclamata nume tutelare della città di Atene, che non a caso porta il suo nome.

Una leggenda che molti politici d’oggi dovrebbero rispolverare. Magari proprio con una bella visita all’Acropoli! Tanto è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici da qualsiasi zona di Atene e la si trova aperta già dalle 8 del mattino (salvo particolari festività). E’ saggio muoversi nelle prime ore del giorno, perché già ad aprile il sole d’Attica anticipa l’estate e sull’Acropoli le zone d’ombra scarseggiano; quindi cappellino, occhiali da sole, acqua sono obbligatori.

La passeggiata non è particolarmente complessa, possono farla anche i bambini, ma richiede scarpe comode (sembra scontato ma in quest’occasione abbiamo incontrato avventori con infradito e tacchetti) oltre ad un po’ di pazienza: i visitatori ansiosi di ammirare il Partenone arrivano a frotte da tutto il mondo!

Grazie a recenti lavori di preservazione del sito archeologico, le vestigia dell’Acropoli conservano intatto il loro fascino, che nell’Ottocento stregò tanti viaggiatori.

Dall'Acropoli: Atene, Grecia

La prima importante “ristrutturazione” del complesso è avvenuta intorno al 480 a.C. , dopo che l’Acropoli era stata quasi interamente distrutta dai Persiani, storici avversari dei Greci. Una volta sconfitto il temibile nemico, l’Acropoli tornò a nuova vita: il tiranno Pericle fece costruire il Partenone come ringraziamento ad Atena parthenos (vergine) per aver protetto la città. Allo stesso periodo risalgono i Propilei, l’Eretteo, il tempio di Athena Nike (vittoriosa).

Acropoli Atene, capitelliGli elementi decorativi più preziosi sono stati trasferiti al Museo dell’Acropoli; altri sono ancora oggi conservati al British Museum. Tra questi, i cosiddetti “Marmi di Elgin”, che comprendono le metope che decoravano l’architrave del Partenone e che rappresentano la guerra di Troia e la lotta tra uomini, dei , giganti e centauri; fregi che narrano la nascita di Atena, le feste panatenaiche, la disputa tra Atena e Poseidone. Da anni il governo greco chiede al Regno Unito la restituzione di questi capolavori.

La saggezza e l’ulivo di Atena, purtroppo, non li hanno ancora convinti.

Una curiosità: la leggenda che vuole Atena vittoriosa su Poseidone sarebbe anche il motivo per cui nella democratica Atene le donne non avevano diritto di voto. Una scelta obbligata, pare, per non far infuriare due volte il dio, sconfitto clamorosamente da una divinità femminile.

 

 

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