Algeria, l’Acacus e il deserto del Tadrart

ottobre 6, 2014

Algeria, l'Acacus e il deserto del Tadrart

Il deserto algerino è uno dei più affascinanti che ho visitato. In particolare il deserto del Tadrart , cuore del deserto del Sahara.

Prima di raggiungere la zona di Djanet per andare alla scoperta dei numerosi graffiti sparsi un po’ovunque nelle grotte dell’Acacus Tassili, ho voluto esplorare la zona del massiccio dell’Assekrem. Qui si ergono come monumenti ciclopici punte di montagne erose dal tempo. Appena lasciata Tamanrasset  lo spettacolo del deserto si fa sempre più grandioso e affascinante.

Algeria, incontro con i TuaregScorgo all’orizzonte una carovana di dromedari condotta da un solo Tuareg che attraversa l’immensa piana sulla quale si ergono i monti dell’Hoggar. Con la guida decidiamo di percorrere la pista fino all’eremo di Père Foucauld,  forse il  primo occidentale a studiare la cultura e le tradizioni dei Tuareg. I pinnacoli rocciosi che svettano verso il cielo blu cobalto, ricordano vagamente la Monument Valley dello Utah ma qui sono molto più alti.

Dopo aver passato la notte nel rifugio a oltre 2.800 metri d’altitudine, ammiriamo un’alba dai colori indimenticabili.

alba nel deserto algerino

Mai dar retta a chi dice:“troppo turistico, nulla di speciale”: non esiste giudice migliore dei propri occhi.

Algeria DjanetLascio l’Assekrem per Djanet. Il deserto che ho di fronte è quello che interessò Henri Loti agli inizi del secolo scorso, per il tesoro che nasconde: le pitture rupestri d’Algeria.

Un territorio immenso nel quale si possono ammirare opere d’arte rupestre millenarie che raccontano la vita di epoche remote. Un autentico museo all’aperto: le grotte del Tassili n’Ajjer. In passato visitai la parte che penetra in territorio libico, anch’essa molto bella ma più ridotta. Sulle pareti delle grotte si ammirano giraffe, elefanti, rinoceronti, cavalli e alcune scene di vita rurale degli antichi abitanti.  Un inestimabile testimonianza del passato di queste zone, quando il clima era completamente diverso, quasi continentale, con piogge anche abbondanti e una folta vegetazione. Un vero e proprio libro di pietra che ci porta indietro nel passato.

Il nostro girovagare ci porta ad ammirare oasi che una “guelta” tiene vive dissetando alberi e dromedari.

guelta nel deserto algerino

 Incontriamo anche un mini mercato per tuareg dove ci fermiamo per il classico“thè nel deserto”.

Algeria tè nel deserto

 I Tassili, o lastroni di pietra perfettamente levigati e sovrapposti, testimoniano i vari sommovimenti tettonici cui questo territorio fu sottoposto. Una settimana di totale immersione in un mondo sabbioso e solitario è forse il modo migliore per disconnettersi completamente e ritrovare se stessi.

Inoltre, ci permette di meglio apprezzare le piccole comodità del nostro alberghetto a Djanet rientrando nella cosiddetta “civiltà”. Comodità di cui non ho mai sentito il bisogno mentre ci si accampava tra le dune. Ma in città l’atmosfera è molto meno poetica per cui, le nostre abitudini tornano in superficie e i ricordi della nostra splendida avventura cullano la nostra fantasia. Il segno tangibile della realtà vissuta è gelosamente conservato nei numerosi “scatti” della mia Canon. Detto ciò, ecco le immagini che ho catturato per voi, che oggi nelle vostre case e nelle vostre città leggete questo articolo sognando il deserto.

 

About 

Walter Porzio, fotografo e viaggiatore instancabile. Zaino in spalla, macchina fotografica al collo, dall’età di quattordici anni ha scelto come meta il mondo. Ha visitato più di centosessanta Paesi, cogliendone il fascino e le contraddizioni. India,Tibet, Siberia, Madagascar; ma anche Bolivia, Guatemala, Messico, Perù passando per l’Africa, l’Europa, l’Estremo Oriente, l’America del Nord. E’ autore di numerosi reportage pubblicati su testate prestigiose del settore turismo e avventure. I suoi articoli e i suoi scatti non trasmettono solo l’incanto di terre lontane ma si pongono come occasioni d’incontro con culture diverse. Storico collaboratore di vari Enti del Turismo (India,Yemen, Marocco, Canada,Turchia Svizzera, Francia etc.) e dell’Unicef, ha all’attivo diverse mostre fotografiche, tra le quali: “Un mondo di Sorrisi”, “Mercati nel mondo” “India del Nord-Est”. E’ autore di diversi libri, fotografici e non: “Impariamo a viaggiare” (Mursia), “Mille viaggi, mille storie”, “Viaggiando Viaggiando” “Sognando terre lontane”, “Un mondo di Ritratti” “Children”, edito dal Touring Club Italiano, “Mothers”. Ancora oggi accompagna viaggiatori in ogni parte del pianeta.

1 comment

  1. Comment by Chris Hill

    Chris Hill Reply dicembre 4, 2014 at 11:00 pm

    Fotografie assolutamente incredibile. Grazie per la condivisione . Bella .

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